La Maremma autentica e innovativa a Rocca di Montemassi

Un’azienda che fa della sostenibilità e dell’impegno a portare avanti le tradizioni maremmane la sua missione. Rocca di Montemassi sta concretizzando questo ambizioso obbiettivo, attraverso la produzione di vini di qualità, una selezione di vacche maremmane custodite dagli ultimi butteri e un’innovativa coltura di grano Khoresan. Molto di più di una Wine farm.

Siamo a Roccastrada, ai piedi dell’antico borgo di Montemassi nel grossetano, Toscana Meridionale, fra la costa del Mediterraneo e le Colline Metallifere. Da alcuni anni l’azienda Tenuta Rocca di Montemassi è un esempio di produzioni organiche e di alta qualità e economia circolare. Il territorio gode di un microclima unico con le brezze che arrivano dal mare a rinfrescare la sera la calura estiva. E i terreni ricchi di minerali, di ferro e di argilla contribuiscono alla produzione di uve per vini eccellenti di grande carattere.

Le cantine della Tenuta Rocca di Montemassi dove riposano i vini in barrique e tonneau. ph courtesy Rocca di Montemassi

Del resto la vitivinicoltura qui ha avuto un deciso rilancio con l’acquisizione da parte della famiglia Zonin nel 1999, e la prima vendemmia del 2006. Ma nel progetto, a fianco della produzione vinicola, hanno ben presto trovato posto anche l’allevamento di vacche maremmane e la coltivazione del grano Khorasan, facendone una delle realtà più illuminate del territorio.

La tenuta accoglie con una bella casa colonica attorniata da alti pini marittimi, rododendri, ulivi, piante aromatiche. E un laghetto, che ospita alcuni esemplari di cigni, utilizzato per l’irrigazione. Caratterizzato dalla serenità genuina della campagna, è il luogo ideale per eventi, matrimoni, cene all’aperto nel bel giardino, e aperitivi estivi.

Per gli ospiti alcune stanze a tutto relax e cucina del territorio con produzioni locali raffinate e gustose. C’è anche un interessante museo dell’attrezzo e delle tradizioni dove ritrovare le atmosfere maremmane del passato. Nel Museo della civiltà rurale è infatti presente una collezione con oltre tremila oggetti, dall’antichità al periodo prebellico, e una documentazione fotografica che racconta cento anni di vita contadina.

La Tenuta Rocca di Montemassi nel cuore della Maremma è una wine farm moderna e funzionale: vigneti, vacche maremmane, coltivazioni di cereali e apicoltura. ph courtesy Rocca di Montemassi

Tutta l’azienda si estende su una superficie di 430 ettari, di cui 105 dedicati alla vigna. Il resto è destinato alle coltivazioni per la produzione di olio, legumi e cereali e all’allevamento delle ormai rare vacche maremmane. Una visione olistica di valorizzazione e rispetto del territorio e della cultura locale.

Nel 2017 ha avuto inizio un nuovo progetto, allo scopo di riscoprire e preservare il valore delle tradizioni e trasformare Rocca di Montemassi in una vera e propria fattoria contemporanea. La Fattoria ha iniziato a coltivare il grano duro da una varietà particolare, denominata “Grano Khorasan”, per la produzione di pasta monograno.

Il ristorante propone piatti della tradizione rivisti, come la pappa al pomodoro con burrata locale, deliziosa @teresascacchi

Nel 2018 Rocca di Montemassi ha ottenuto la Certificazione EQUALITAS. Un importante riconoscimento del percorso di sostenibilità Ambientale, Etica ed Economica intrapreso in questi anni. E dal 2021 è a regime biologico.

Nella Wine Farm Rocca di Montemassi vivono 45 vacche maremmane, accudite da uno dei pochi butteri rimasti in Maremma. Fiero e orgoglioso del suo lavoro e delle sue vacche, che vincono premi (e una è stata venduta anche agli allevamenti della tenuta presidenziale), racconta la sua vita e il suo lavoro.

Wine Farm Rocca di Montemassi: qui vivono 45 vacche maremmane, accudite da uno dei pochi butteri rimasti in Maremma. @teresascacchi

L’impegno della tenuta per un approccio sostenibile e innovativo all’agricoltura, si basa soprattutto su pratiche di economia circolare. Tra queste, l’utilizzo dei sovesci, che prevede l’interramento di colture specifiche per mantenere e aumentare la fertilità del suolo, contribuendo alla conservazione della sostanza organica e della biodiversità microbica del terreno.

In più gestisce 28 ettari di bosco, che svolgono un ruolo importante nell’assorbimento di anidride carbonica, riducendo così l’impronta di carbonio complessiva (carbon print). E le arnie di un apicoltore locale sono ospitate direttamente nei vigneti, dando origine a miele di alta qualità, con caratteristiche particolari. La gestione delle risorse idriche si distingue per un sistema di raccolta delle acque piovane altamente efficiente, che alimenta una vasca di riserva utilizzata per l’irrigazione di emergenza.

Il sistema adottato è a goccia, ottimizzando l’uso dell’acqua in base alle previsioni meteorologiche. Speciali camere a pressione monitorano costantemente il livello di umidità delle viti, garantendo l’irrigazione solo quando strettamente necessaria.

Il Syrosa uno dei vini di Tenuta Rocca di Montemassi ottenuto da vigne Syrah. @teresascacchi

Per la difesa delle colture, Rocca di Montemassi adotta metodi biologici e sostenibili, come il disorientamento sessuale per contrastare la tignola europea della vite. Inoltre, vengono impiegati organismi viventi come il Trichoderma spp, un fungo che previene lo sviluppo di funghi patogeni, e Bacillus amyloliquefaciens, che combatte la muffa grigia (Botrytis cinerea) in annate umide.

Anche l’uso di Anagirius, un insetto utile contro la cocciniglia della vite, testimonia l’impegno di Rocca di Montemassi verso pratiche agricole rispettose dell’ambiente.

Infine, la tenuta promuove attivamente il turismo sostenibile, coinvolgendo la comunità locale in numerose iniziative speciali per valorizzare il territorio e le sue risorse naturali.

Ottimo punto di partenza per esplorare il territorio, Rocca di Montemassi  si trova a soli 32 km da Grosseto e a 34 km da Castiglione della Pescaia. Inoltre, l’aeroporto più vicino, quello di Marina di Campo, dista circa 110 km, rendendo facile raggiungerla anche in aereo.

Rocca di Montemassi

A cura di Teresa Scacchi ©