Abbazia di Novacella un faro nell’enologia e nel sociale dell’Alto Adige

Il monastero di Novacella è una delle più antiche cantine attive al mondo e alcuni suoi vini sono considerati ai vertici della produzione italiana. Ma è anche un complesso religioso di notevole bellezza, che racchiude quasi dieci secoli di storia, circondato da un ambiente naturale ben conservato e da coltivi sapientemente integrati nello scenario pittoresco delle Alpi.   

Fra queste solide mura e mirando ai coltivi che le contornano, il corso dei secoli scorre, dal 1142 ai nostri giorni, all’insegna della vite e del suo prodotto più nobile. Già dagli albori al monastero agostiniano di Novacella erano stati assegnati alcuni vigneti, oltre che masi agricoli e terreni, grazie alle donazioni del burgravio Reginbert di Säben e di sua moglie Cristina. Poi, nel 1177 ci fu l’attestazione di papa Alessandro III, che riconobbe la proprietà del convento sui vigneti delle immediate vicinanze. Da questo primo nucleo nel corso dei secoli l’estensione degli appezzamenti vitati si è sempre più ampliata, aggiungendo anche nuove parcelle più a valle, nella zona di Bolzano.

I vigneti circondano l’Abbazia. Ph courtesy Neustift.

E man mano, insieme ad alcuni rifacimenti architettonici, anche le attività del complesso si sono evolute, pur mantenendo ferme le funzioni originarie e il governo dei canonici regolari di Sant’Agostino. La guida del monastero e la sua rappresentanza all’esterno spettano al prevosto (abate), che viene eletto dai propri confratelli per un periodo di dieci anni. Tuttora l’Abbazia di Novacella (Neustift in tedesco) rappresenta uno dei centri religiosi e culturali più importanti del Tirolo e continua a operare per l’educazione e la formazione dei giovani.

Il complesso ospita un convitto per i corsi a scolari delle medie inferiori e per ospitalità di studenti delle superiori di Bressanone. Gli scambi culturali sono tradizione per un’abbazia votata all’accoglienza in un nodo geografico strategico tra nord e sud Europa. Ecco allora un attivissimo centro convegni, con diverse sale, e l’organizzazione di numerosi corsi di formazione. In più è possibile soggiornare in camere confortevoli, e degustare specialità del territorio nel ristorante (qui anche d’impronta mediterranea) e nella bella Osteria del convento, assieme agli strepitosi vini della casa.

L’abate presiede il consiglio dei canonici.  © Alan Bianchi

La cantina è una delle più note dell’Alto Adige. Attualmente l’Abbazia gestisce due aziende agricole: la prima si trova proprio a Novacella e dispone di 7 ettari di vigneti; la seconda, Tenuta Marklhof, si trova invece a Cornaiano, presso Bolzano, e ne possiede 23 ettari. Con tale patrimonio, sommate le uve apportate dai conferitori, la cantina produce circa 850.000 bottiglie l’anno, per la maggior parte di bianchi (80%). Oltre che in Italia, i vini vengono distribuiti all’estero in 40 Paesi. Ci sono poi i frutteti, gli erbari, le vaste aree a bosco e a pascolo.

I vigneti intorno all’abbazia sono i più a nord d’Italia, e stanno tra i 600 e i 900 metri di altitudine. I terreni magri, morenici di origine glaciale e le escursioni termiche sono ideali per vitigni che danno bianchi pregiati, dai finissimi profumi varietali. Si coltivano qui Sylvaner, Müller-Thurgau, Kerner, Grüner Veltliner, Pinot Grigio, Riesling, Gewürztraminer e Sauvignon Blanc. Dalla Tenuta Marklhof di Cornaiano (presso Bolzano), provengono le uve da varietà Schiava, Pinot Nero e Moscato Rosa. Più a valle, a 250 metri di altitudine, i terreni sabbioso-limosi sono culla del tradizionale Lagrein.

Nell’antica cantina una botte storica con gli stemmi di Novacella e Bressanone. © Gianfranco Podestà

I vini, orgoglio dell’Abbazia di Novacella, vengono prodotti in tre linee. La linea Classica è composta da 9 vini bianchi e 4 vini rossi, caratterizzati da freschezza, spontaneità, mineralità, talvolta con sentori di fiori e frutta a polpa bianca. Vini espressione di terre montane, di buona complessità. La linea Praepositus vuole esaltare le grandi doti di eccellenza e longevità dei vini di Abbazia di Novacella, impiegando i migliori cru dell’azienda. Sono 8 bianchi, 2 rossi e 2 vini dolci, dalla mirabile intensità e trama olfattiva, capaci di evolversi ulteriormente con l’invecchiamento. Insomma, massimi livelli, e numerosi riconoscimenti di critica e mercato.

La linea Insolitus, nata nel 2020, è stata invece concepita per innovare e sperimentare, secondo la solida tradizione della cantina. Cambiamenti climatici e viticoltura sempre più sostenibile sono le sfide da affrontare. Quindi nuovi vini, prodotti in poche bottiglie, da proporre anche al consumo, che cambiano di anno in anno. Per citare qualche etichetta, Ohm e Quota (usciti nel 2020), Quota 2 e Ton (2021), Orchestra (2022), il Riesling Kabi e metodo classico Perlae36 (2023).

Assaggi che non si dimenticano. © Gianfranco Podestà

Il complesso dell’Abbazia di Novacella dispone, come detto, di un ristorante con una cucina sobria ma gustosa, e di un’Osteria con spuntini e piccole pietanze, tipicamente altoatesini. In entrambi vengono ovviamente serviti i vini della cantina e diversi prodotti fatti in proprio, come i succhi e le tisane. L’ospitalità è possibile in una quarantina di camere, semplici ma confortevoli, spesso però impegnate per via dei numerosi convegni.

L’imponente chiesa abbaziale. © Gianfranco Podestà

Le visite all’Abbazia di Novacella possono essere guidate (dal lunedì al sabato, con orari prestabiliti e su prenotazione) o effettuate in autonomia con audioguida. Gli ambienti visitabili sono la Chiesa abbaziale, il chiostro, il Museo, la sala della biblioteca, punti salienti del complesso monastico, davvero imperdibili. C’è poi anche la possibilità di visitare i vigneti con degustazione, sempre su prenotazione, con orari dedicati. Insomma, una giornata ben spesa, tonificando anima e corpo!