Una “ciabatta” che sembra una ciabatta…

Ci sono oggetti che passano tutta la vita cercando di sparire. Le multiprese elettriche, per esempio: nascoste dietro un mobile, sotto una scrivania, schiacciate contro il muro come piccoli errori domestici di cui vergognarsi un po’.

La notizia è che qualcuno ha deciso di ribaltare questo paradigma.

Questo qualcuno è giovane, italiano e geniale: si chiama Lorenzo Sesana e ha progettato una cover stampata in 3D che trasforma una comune “ciabatta” elettrica in una “vera” ciabatta.

Bianca, minimale, morbida nelle linee, con un dettaglio rosa sul retro che interrompe la pulizia quasi clinica dell’oggetto con una nota pop appena accennata: un oggetto cool, elegante. Un oggetto bello.

Un nuovo oggetto, una nuova idea, stesse funzionalità. La “rivoluzionaria” ciabatta di Lorenzo Sesana

L’idea è talmente semplice da farci dire: «Potevo arrivarci anche io». Gli oggetti migliori spesso funzionano così: non aggiungono complessità, ma cambiano prospettiva.

La cover nasce come evoluzione di un progetto più ambizioso: una multipresa completamente ridisegnata. Il piano d’origine è stato poi adattato in una soluzione più agile e immediata. Ma il risultato finale conserva intatta la forza dell’intuizione iniziale: prendere un oggetto tecnico e caricarlo di ironia e identità.

C’è qualcosa di molto contemporaneo in questo approccio. Niente minimalismo esasperato, al bando la nostalgia decorativa. Qui tutto si gioca sul carattere.

… e una gruccia con testa di cigno

L’artistico “gruccino”, quasi un peccato tenerlo nell’armadio

Lo stesso linguaggio ritorna nel “Gruccigno”, una semplice gruccia trasformata in cigno attraverso un innesto stampato in 3D. Anche qui, la funzione resta identica, ma cambia completamente la percezione dell’oggetto. Da accessorio invisibile a oggetto con una personalità propria, pur nel buio dell’armadio.

Per validare il potenziale commerciale, è stata creata una waiting list su desinz.it, dove gli utenti possono registrarsi per essere aggiornati sull’eventuale messa in produzione. Un passaggio strategico che consente di  raccogliere dati reali prima di investire nello sviluppo industriale e nelle certificazioni necessarie.

Il senso di tutto questo? Non rivoluzionare la casa, ma di inserirvi, con precisione, una piccola anomalia.

 

 

 

 

 

 

 

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