La sesta edizione della Festa del libro medievale e antico di Saluzzo affronterà la tematica del cibo e della convivialità nel periodo medievale. Nata cinque anni fa, la manifestazione libraria e fieristica quest’anno vuole narrare e approfondire la cultura e la storia dell’Età di mezzo. In programma svariate manifestazioni artistiche e creative, analizzando le ripercussioni sulla società contemporanea.
Il progetto nasce per volontà della Città di Saluzzo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo, con la collaborazione del Salone Internazionale del Libro di Torino e della Fondazione Amleto Bertoni. Il programma principale si svilupperà durante l’ultimo fine settimana di ottobre, preceduto a partire da settembre dalla rassegna itinerante I racconti del Marchesato, destinata ad animare vari comuni del territorio saluzzese.
L’apertura ufficiale avverrà con la lezione inaugurale di Jacopo Veneziani al Cinema Teatro Magda Olivero, incentrata sul significato sociale, politico e culturale delle raffigurazioni artistiche del cibo dal Medioevo fino alla contemporaneità. La manifestazione troverà la sua definitiva conclusione il 31 ottobre attraverso l’assegnazione del Premio Chevalier Errant.
Tra le novità dell’edizione figura il Silent Book Party negli ambienti storici della Castiglia come anteprima dell’evento, affiancato dall’attivazione di un portale informativo dedicato. Tra gli ospiti principali figurano le medieviste Virtus Maria Zallot e Beatrice Del Bo per un incontro sui mestieri infamanti, Jacopo Veneziani e lo scrittore Stefano Nazzi con un intervento dedicato ai casi giudiziari medievali. Per l’assegnazione del Premio Chevalier Errant si incontreranno il musicista e direttore d’orchestra Jordi Savall e il regista Fredo Valla, con un successivo concerto in trio di musica antica presso il Complesso di San Giovanni. Il riconoscimento intende celebrare le personalità capaci di rendere accessibili e divulgative le argomentazioni storiche complesse.
Il tema dell’alimentazione nel Medioevo illustra quanto il cibo all’epoca fosse un indicatore primario di distinzione sociale e gerarchica. Tipologia e quantità mostrano la ricchezza individuale, a cominciare dal consumo massiccio di cibi pregiati quali carni di grande taglia e spezie costose. Al tempo stesso, l’alimentazione definisce precise scelte filosofiche e religiose, come l’eremitismo, oppure rappresenta una sanzione punitiva. L’aspetto e la qualità del pane segnalano l’estrazione sociale, opponendo il pane chiaro riservato alle classi agiate a quello scuro destinato ai ceti popolari.
La tavola assume così anche un ruolo politico importante per la diplomazia e l’esibizione del potere, mentre la taverna diviene lo spazio di aggregazione e pianificazione delle sommosse popolari. Il simbolismo della vita quotidiana e della nutrizione medievale sarà al centro del percorso narrativo dell’intera manifestazione saluzzese.
L’evento prevede un ampio programma di iniziative distribuite sul territorio per tutta la durata della rassegna.

