Il buon pane di Giaveno

Se amate il pane, ma il pane buono, non potete mancare domenica 8 settembre, dalle 10 alle 18.30, alla 16° edizione di “Giaveno città del buon pane”.

Ci troviamo nel cuore della Val Sangone, a circa 30 chilometri da Torino, nella cittadina conosciuta per essere divenuta, negli anni, una delle capitali del fungo grazie alla presenza di rigogliosi boschi e acque abbondanti.

Ed è proprio l’acqua – elemento distintivo di Giaveno – che anticamente, unita alla farina, dava origine al buon pane. Ecco perché nella giornata di domenica saranno aperti e visitabili il Mulino della Bernardina – un mulino a pietra risalente al 1745 – e il Mulino Du Detu, edificato nel 1218 e appartenuto ai monaci benedettini dell’Abbazia di San Michele della Chiusa, presenti nella cittadina a testimonianza di un’arte della panificazione che si tramanda da secoli.

Un’arte che racconta della dedizione e della passione di famiglie e intere generazioni alla produzione del pane con forme grandi e “storiche”, come la micca, biove,  mezzana, stirotto, ma anche pani piccoli e dai gusti nuovi e ritrovati come il pane ai cereali, segale e mais, oltre ai deliziosi grissini.

Il profumo del pane fragrante, ancora oggi vi condurrà tra le vie del centro storico, risalente all’epoca romana,  amalgamato con quello di biscotti e altri prodotti da forno preparati dai panettieri  dell’Associazione Panificatori Artigiani De.C.O. di Giaveno.

Nello spazio coperto di piazza Mautino vi aspetterà  l’area forni, dove si potrà assistere alla lavorazione  del  pane, dei  grissini, dello “Stirato Torinese” e del dolce e  del salato preparati anche con l’impiego di ulteriori prodotti locali. Naturalmente dopo gli occhi sarà pure possibile deliziare il palato, acquistandoli. Nella stessa piazza ci saranno  pure altre attività che operano nel campo del recupero della tradizione colturale e dei prodotti di nicchia. Fra queste il Mulino della Bernardina, che si occupa della reintroduzione delle antiche varietà di mais e della molitura con un impianto di macine in pietra ancora perfettamente funzionante, presente con la proposta  delle  sue farine, e poi il miele  dell’Hobby del Miele e la birra artigianale di Aleghe.

In piazza Molines andrà invece in scena la conduzione dimostrativa della trebbiatura del grano, effettuata come  un tempo in campagna, a cura di un gruppo di appassionati “trebbiatori e contadini” locali con l’impiego di macchinari storici. Nelle vie e piazzette del centro cittadino non mancheranno banchi e bancarelle di prodotti agroalimentari, dai formaggi alla frutta agli ortaggi,  quindi oggetti e manufatti d’artigianato, artistici e concepiti dall’ingegno.

I ristoranti, le trattorie, i caffè saranno aperti, così come i negozi.

 

 

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