Ceramiste, ristoratrici, alchimiste, artigiane svelano il fascino segreto di Genova

Come in altri luoghi d’Italia, anche a Genova sono le donne, con il loro talento, la loro creatività e la loro visione a tenere viva l’anima più autentica della città. Per questo Unexpected Italy, startup innovativa, ha deciso di coinvolgerle per proporre un itinerario inedito fra le mura cariche di storia della “Lanterna”, seguendole nelle loro attività.

L’idea di un “percorso rosa” a Genova nasce da Unexpected Italy, startup dedicata a itinerari di viaggio alternativi, per sfuggire alle trappole del turismo di massa incontrando luoghi e persone che resistono all’omologazione. E proprio le donne, rinomate fin dall’epoca della Repubblica Marinara per la loro libertà, autonomia e intraprendenza, possono essere il tramite per sintonizzarsi col carattere unico di una città “di mare e di vento, di pietre antiche e vicoli che sanno di sale e mistero”.

Genova, città di mare e di vento. E di palazzi magnifici e strette vie dove alberga il mistero. © gianfranco podestà

Affidiamoci dunque a dieci donne, dieci visioni, dieci mani che intrecciano sapori, forme, profumi e tessuti: dalle botteghe storiche alle cucine creative, dagli atelier d’arte alle dimore che accolgono. Donne accomunate da un profondo rispetto per la tradizione, attente alla qualità della materia prima e all’innovazione nel modo di fare impresa. Come Giorgia Losi, tornata giovanissima da Milano tra i vicoli di via Prè, una delle strade più complesse della città, per aprire insieme a due soci la Trattoria dell’Acciughetta. E trasformando un locale abbandonato in un must della cucina genovese.

Giorgia Losi, anima de “L’Acciughetta”. Foto courtesy unexpected-italy

O Laura Sailis dell’Hotel Palazzo Grillo e del Residence Le Nuvole, che ha convertito l’ospitalità in un racconto. Con un’accoglienza cordiale e professionale, all’interno di due palazzi storici e affrescati. Elisabetta Comotto si dedica full time alla tradizione orafa genovese di Carlo Sforza. Dalle sue mani escono piccoli capolavori che raccontano identità ed esperienze passato, prediligendo linee essenziali, materiali selezionati e lavorazioni antiche. È invece la tradizione tessile di Genova la missione di Luisa Mongiardino. Con il suo progetto Le Tele realizza tovaglie, tende e poltrone seguendo la trama di un passato ancora vivo, abilità manuale, rispetto dell’ambiente.

La tessitura è la passione di Luisa Mongiardino, con “Le Tele”. Foto courtesy unexpected-italy

In via Garibaldi 20, il laboratorio Gelatina di Martina Francesconi unisce gelateria artigianale, caffetteria e libreria gastronomica, con attenzione alla sostenibilità e all’inserimento di giovani diversamente abili. Ogni gusto racconta storie e ricordi, trasformando materie prima di altissima qualità, che seguono rigorosamente le stagioni, in un atto di cura e memoria collettiva. Se a Genova spira una corrente alchemica, lo si deve all’atelier La Strega del Castello, di Caterina Roncati. Alchimista contemporanea, Caterina crea profumi “fatti a naso”, trasformando ogni fragranza in un racconto sensoriale. Progetto tutto al femminile, nasce proprio dalla storica Farmacia del Castello.

Martina Geroni, ceramista, s’ispira alla tradizione rinascimentale dell’Impagliata. Foto courtesy unexpected-italy

Donare alla ceramica poesia e spiritualità. È quanto riesce a realizzare Emanuela Biraghi, nel suo Studio Bira. Fondendo la passione per la ceramica con la sua esperienza nella pratica delle arti marziali orientali. Secondo un linguaggio poetico capace di far sì che ogni opera nasca dal dialogo tra istinto e forma, equilibrio e metamorfosi. Sempre di ceramica parliamo, ma seguendo la ricerca di Martina Geroni. Di formazione architetta, nella sua città riscopre la passione per la manualità. E decide d’ispirarsi all’antica tradizione rinascimentale dell’Impagliata, quando alla puerpera si regalava un set di ceramiche impilate per il primo pasto del neonato.

In via dei Macelli 60, il ristorante I Canovacci racconta un legame profondo tra famiglia, territorio e autenticità. Le sorelle Federica e Alessandra, con il supporto della più grande, Paola, hanno scelto di accogliere gli ospiti facendo di ogni piatto un omaggio a Genova e alle sue terre, utilizzando ingredienti genuini. Un luogo sincero, aperto solo a pranzo, per mantenere un equilibrio armonioso tra lavoro e vita personale.

Gioielli d’artigianato ispirati alla tradizione per Elisabetta Comotto. Foto courtesy unexpected-italy

Anche per la cultura a Genova le donne sono fondamentali.  Ad esempio per il settore museale, dai Musei del Mare al Museo di Arte Orientale, al Polo Musei di Arte Antica. Polo di cui Raffaella Besta è responsabile. Unendo competenza, passione e determinazione nella valorizzazione del patrimonio artistico della città, coordina le prestigiose strutture dei Musei di Strada Nuova e tre straordinari palazzi dei Rolli con i loro capolavori d’arte e manufatti straordinari, come il Violino di Paganini.

Unexpected Italy, startup travel tech fondata da Elisabetta Faggiana e Savio Losito, è stata premiata alle Nazioni Unite per il suo approccio etico e innovativo al turismo. L’app, funge da “antidoto al turismo di massa”. Definita una sorta di Lonely Planet 3.0, suggerisce itinerari su misura per far sentire il viaggiatore parte della comunità locale. Il suo algoritmo relazionale non si basa su tendenze, ma su passioni e rispetto, con la missione di far incontrare le persone giuste con i luoghi giusti, trasformando il viaggio in una relazione che cura, non consuma.

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